Il video di presentazione

In questo breve video di presentazione, viene ripercorso tutto il nostro progetto: idea, obiettivi, percorso, esperienze; viene dato spazio ai ragazzi, i veri protagonisti del cervello accessibile, alle loro impressioni e soprattutto ai loro lavori.

Particolare attenzione è stata data al font utilizzato e alle sue dimensioni per rendere il tutto il più accessibile possibile. Anche la musica utilizzata gioca un ruolo da protagonista: serve a facilitare lo scorrere del video, scandendo ritmicamente e cadenzando parole ed immagini. Sono stati scelti, come supporto musicale, tre protagonisti assoluti della musica: Django Reinhardt, Michel Petrucciani, Ludwig van Beethoven.

DJANGO REINHARDT: Quando aveva solo diciotto anni Reinhardt subì un grave incidente. La roulotte di famiglia fu divorata da un incendio; Django riportò gravi ustioni, tanto da perdere l’uso della gamba destra e di parte della mano sinistra, l’anulare e il mignolo, distrutti dal fuoco, furono saldati insieme dalla cicatrizzazione. Questo incidente cambiò la sua vita e la storia stessa della chitarra jazz. Infatti, a causa della menomazione alla mano sinistra, Reinhardt dovette abbandonare il banjo e cominciò a suonare una chitarra che gli era stata regalata, meno pesante e meno ruvida. Nonostante le dita atrofizzate, o forse proprio grazie a queste, sviluppò una tecnica chitarristica rivoluzionaria e del tutto particolare che ancora oggi lascia di stucco e suscita ammirazione per la perizia virtuosistica, la vitalità e l’originalità espressiva. (vedi articolo di Carlo Montanari: “La musica inclusiva”)

MICHEL PETRUCCIANI: Colpito alla nascita dall’osteogenesi imperfetta, Petrucciani considerava tale disagio fisico come un vantaggio, che gli permise in gioventù di dedicarsi completamente alla musica tralasciando altre “distrazioni”. La malattia lo costringeva a ricorrere ad un particolare marchingegno realizzato dal padre e consistente in un parallelogramma articolato per raggiungere i pedali del pianoforte. Restano la sua assoluta bravura tecnica, la genialità, il dominio della tastiera, il suo tocco inconfondibile se non forse irripetibile.

LUDWIG VAN BEETHOVEN: Nonostante i problemi di ipoacusia che lo afflissero prima ancora d’aver compiuto i trent’anni, egli continuò a comporre, condurre e suonare, anche quando poi divenne completamente sordo. Beethoven ha lasciato una produzione musicale fondamentale, straordinaria per la sua forza espressiva e capace di evocare una gran mutevolezza di emozioni. “Dal tubare della colomba allo scrosciare della tempesta, dall’impiego sottile dei sagaci artifici al tremendo limite in cui la cultura si perde nel tumultuante caos della natura, egli ovunque è passato, tutto ha sentito. Chi verrà dopo di lui non continuerà, dovrà ricominciare, perché questo precursore ha condotto l’opera sua fino agli estremi confini dell’arte.” (Franz Grillparzer, orazione funebre, 29 marzo 1827).

Ad ogni elemento della realtà corrisponde una parola che lo designa, le parole hanno un peso. Permetteteci l’ironia: allontanando la persona e ponendo l’accento sulla differenza qualitativa dell’uso delle abilità, potremmo definire Django, Petrucciani e Beethoven DIVERSAMENTE MUSICISTI…? Forse. Ma senz’altro rimarranno per sempre UGUALMENTE GENI!

BUONA VISIONE e BUON ASCOLTO!

(Per una versione ad alta risoluzione, scrivere a: ottavia.manuini@criba-er.it)

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