Il progetto

Il mondo della disabilità è letto spesso in termini non rispettosi della dignità dell’individuo: l’imbarazzo e la mancanza di dimestichezza con questa tematica introducono spesso ventagli di espressioni e parole che vanno dal vano tentativo di approccio “politicamente corretto” del “diversamente abile”, a espressioni connotate negativamente come quelle di “handicappato” o “menomato”, o “ritardato” se ci si riferisce a disabilità cognitive.

Il ruolo che la comunicazione assume nella costruzione e, dunque, nella percezione della realtà circostante è cruciale. E’ in quest’ottica, quindi, che la comunicazione diventa indispensabile veicolo per far emergere una visione della disabilità non tragica ma in grado di mostrare la quotidianità nei suoi aspetti negativi e positivi riguardanti la vita di tutte le persone indipendentemente dalla propria condizione di salute. Ancora troppo spesso il tema del pietismo o all’estremo opposto quello dell’eroismo della persona con disabilità che supera i limiti umani caratterizza molti prodotti comunicativi. Così come ancora troppo semplificata, è la rappresentazione del complesso tema della disabilità. Questa, infatti, è spesso raffigurata come disabilità fisica (sedia a ruote e non vedente). Bisogna abbandonare questa prospettiva ristretta e ridare universalità al di concetto di disabilità, considerandolo come evento proprio dell’essere umano, al di là del tempo, dello spazio e delle differenze (economiche,culturali, sociali, di genere etc…) ed è invece necessario porre l’accento su ciò che noi abbiamo in comune in quanto esseri umani, persone e cittadini.

Un’ informazione competente sulla disabilità non deve, però, comportare un’ulteriore e più raffinata emarginazione delle persone con disabilità, delle loro famiglie e delle associazioni che le rappresentano, dal contesto globale dell’informazione e dei new media. Occorre operare affinché le fonti specializzate e competenti siano correttamente e pienamente utilizzate dall’informazione generalista e di mainstream, per conseguire l’obiettivo fondamentale di una disseminazione ampia nella società civile dei valori fondanti di cittadinanza e di pari dignità delle persone con disabilità nel nostro Paese.

Obiettivo generale

Stimolare la riflessione sul concetto di disabilità, facendo emergere i clichés, attraverso un percorso formativo/comunicativo caratterizzato dall’alternanza di stimoli e risposte. Lo scopo è di accrescere la conoscenza di un mondo sul quale ancora da parte dell’opinione pubblica gravano indifferenza, isolamento, emarginazione, mancanza d’inclusione e di accessibilità per la presenza di barriere non sono solo architettoniche ma spesso culturali.

 Obiettivi specifici

  • Riflettere sull’interazione tra comunicazione e l’idea del mondo circostante;
  • Riflettere sulla comunicazione come mezzo di comprensione e di conoscenza;
  • Entrare in contatto con il mondo della disabilità in modo da fornire ritratti più autentici e credibili;
  • La conoscenza dovrà portare a rappresentazioni comunicative e mediatiche del mondo della disabilità, permettendo di fare acquisire la visibilità necessaria affinché esso si trasformi da un problema di pochi a esperienza condivisa da tutti.-Diffondere il concetto di inclusione con uno sguardo verso le persone tutte, valorizzandone diversità e bisogni in un percorso dove concetti come quelli di “pari opportunità”, “vita indipendente”, “autodeterminazione” e “inclusione sociale”, assumono una valenza centrale nell’affermazione dei diritti.
Il progetto si è articolato in quattro incontri complessivi della durata di tre ore ciascuno seguito da un quinto momento di restituzione e di verifica del percorso. Ha coinvolto le classi del corso di grafica della Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia.

Lezioni frontali si sono alternate ad esercizi e workshop pratici. Sono stati forniti molti  stimoli seguiti da dibattiti, momenti di brainstorming, produzioni pratiche, esercitazioni di gruppo, analisi di casi…che hanno coinvolto nel percorso didattico tutti i ragazzi.

I ragazzi coinvolti sono stati poi “messi in situazione”, coinvolti in esperienze concrete che hanno dato loro la possibilità di conoscere realtà e racconti di vita differenti ed un prezioso spunto di riflessione su come la diversità, che appartiene a qualunque persona indifferentemente dalla propria condizione di salute, altro non è che ricchezza.

 

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