IL CONVEGNO

LA COMUNICAZIONE INCLUSIVA: SERVONO CERVELLI ACCESSIBILI PER TRASFORMARE IL PENSIERO IN AZIONI CONCRETE

Il 29 giugno 2012 presso il Centro Loris Malaguzzi a Reggio Emilia si è parlato di comunicazione inclusiva durante il convegno annuale CRIBA “Servono cervelli accessibili per trasformare il pensiero in azioni concrete”.

Quando le risorse sono scarse, la prima risposta è la chiusura ad ogni “altro”, ad ogni realtà percepita come estranea e, quindi, con diritti attenuati o senza diritti rispetto al “noi”. La comunicazione è oggi il mezzo più potente per costruire la nostra percezione della realtà che, quindi, è spesso etero diretta, in particolar modo quando si parla di gruppi con cui non si entra normalmente in contatto diretta e non mediato, per esempio, le persone con disabilità.

Il CRIBA ha promosso un percorso di formazione sulla comunicazione inclusica il cui filo conduttore è stata la disabilità. La metodologia utilizzata ha permesso l’emersione degli stereotipi e ha fornito spunti di pensiero, con l’obiettivo di sviluppare un atteggiamento critico verso la comunicazione e aperto alla diversità, intesa come ricchezza. Ecco spiegato il titolo del progetto “il cervello accessibile”. Il cervello accessibile significa pensare e trasformare il pensiero in azione concreta, guardare, informarsi, allargare la prospettiva, rendendosi predisposti ad accogliere l’eterogeneità della realtà che è molto più variegata e multiforme di quello che siamo abituati o condizionati a vedere. Questo atteggiamento è fondamentale per lo sviluppo di un pensiero inclusivo che porti gli attori preposti a sviluppare una comunicazione inclusiva.

Il convegno ha indagato queste premesse. Si è assistito al confronto tra professionisti della comunicazione e della disabilità e si è approfondito il tema della costruzione dell’immagine. Qual è l’idea di disabilità rappresentata nei mezzi di comunicazione? Chi costruisce l’immagine della realta? Chi stabilisce ciò che è giusto e ingiusto? Normale e anormale? Chi determina cos’è la diversità? A fronte di queste domande, si è cercato di far emergere qual è l’atteggiamento nei confronti della disabilità e della diversità in generale , mettendo in luce i motivi delle (eventuali) resistenze al cambiamento. Cambiamento che è doveroso affiché i diritti delle persone non siano più da rivendicare ma semplicemente da esigere.

Ecco alcune “pillole” dei relatori, che ringraziamo per i preziosi e interessanti contributi:

GRAZIE A TUTTI COLORO CHE HANNO PARTECIPATO ALL’EVENTO!

Di seguito i video degli interventi dei relatori.

MARIA GRAZIA FIORE: Docente, formatrice e blogger, si è laureata a Bari in Scienze dell’Educazione (2001), specializzata all’Università di Milano Bicocca e di Firenze rispettivamente in Clinica della Formazione (2003) e Progettazione e gestione di formazione in Rete (2006),  conseguito il dottorato di ricerca in “Archeologia e didattica dei beni culturali” presso l’Università di Foggia (2011).
Collabora con la BBN Editrice (per conto della quale cura anche la collana Visioni Condivise) ed è referente per la Puglia dei Genitori Tosti.
Le sue ricerche si articolano in maniera variegata attorno all’interesse primario rappresentato dalla progettazione e implementazione di percorsi formativi significativi e accessibili, integrando armoniosamente presenza e distanza, nonché una pluralità di linguaggi e strumenti. L’accessibilità dei testi per l’apprendimento, le mappe come mediatori didattici e la Comunicazione Aumentativa e Alternativa sono il fulcro attuale dei suoi interessi.
Per saperne di più, rimandiamo alla presentazione sul suo blog: Speculum Maius (http://speculummaius.wordpress.com/su-di-me/)

Il processo di comunicazione: un percorso non lineare

FRANCO BOMPREZZI: Giornalista e scrittore. Attualmente “free lance” per scelta, si dedica alla comunicazione sociale e all’informazione sulla disabilità. Nominato Cavaliere dal presidente Napolitano, il 3 dicembre 2007, fino a pochi anni fa era caposervizio al “Mattino di Padova”; ha lasciato il quotidiano veneto per trasferirsi a Milano e per svolgere, da libero professionista, un impegno continuativo per diffondere una “cultura della normalità” che favorisca la vera integrazione e la pari dignità (diritti-doveri) alle persone con disabilità. Infiniti sono i suoi interventi in campo giornalistico. Segnaliamo: http://invisibili.corriere.it/author/bomprezzi/; http://superando.it/; http://blog.vita.it/francamente/

La comunicazione inclusiva: parlare per o parlare al posto di?

CLAUDIO ARRIGONI: Giornalista, ha seguito per La Gazzetta dello Sport, il Corriere della Sera, Tele+/Sky e Rai cinque edizioni della Paralimpiade estiva (Barcellona ’92, Atlanta ’96, Sydney 2000, Atene 2004 e Pechino 2008) e tre di quella invernale (Lillehammer ’94, Torino 2006 e Vancouver 2010). Scrive di sport per persone con disabilità per La Gazzetta dello Sport, Corriere della Sera, SportWeek. E’ autore di “Paralimpici” (Hoepli 2006 e 2008), dedicato a storie, storia, discipline, personaggi dello sport paralimpico.È stato consulente per la comunicazione di Com.Par.To, comitato organizzatore dei Giochi paralimpici invernali a Torino. Ha vinto il Premio Coni-Ussi 2002 per la sezione Televisione, con particolare riferimento all’ideazione della trasmissione SportHandicap su Tele+, network di cui è stato Direttore Sport.

Le parole hanno un peso: la descrizione/costruzione della realtà

MICHELE DOTTI: Educatore e formatore, volontario,da oltre 18 anni, nell’ONG Mani Tese. Ha una lunga esperienza di cooperazione internazionale come volontario in vari stati dell’Africa occidentale: Burkina Faso, Benin, Mali, Togo.Svolge un’intensa attività nelle scuole attraverso Laboratori sull’educazione alla mondialità, all’intercultura, ai diritti umani, alla solidarietà. Promotore di campagne di sensibilizzazione sul commercio equo e solidale  organizza da anni esperienze di turismo responsabile in Burkina Faso.  Incontra ogni anno migliaia di ragazzi nelle scuole e centinaia di insegnanti  nei corsi di formazione che sostiene in tutta Italia.
Ha scritto diversi libri di poesia e saggi sulle tematiche della mondialità, dell’intercultura, dell’impegno civile. Blogger de “Il fatto quotidiano”

Inclusione come presenza e rappresentazione

CLAUDIO IMPRUDENTE: Giornalista, scrittore e Presidente dell’Associazione “Centro Documentazione Handicap” di Bologna ha sempre usato l’ironia e l’autocritica per combattere contro stereotipi e pregiudizi. Ha pubblicato una decina di libri, tra cui l’autobiografia “Una vita imprudente” (Edizioni Erickson), e scritto migliaia di articoli. È direttore editoriale della rivista “Hp-Accaparlante” e ha partecipato a decine di trasmissioni televisive e centinaia di convegni. Imprudente è inoltre  l’ideatore del “Progetto Calamaio”, una serie di percorsi formativi rivolti alle scuole e mirati a creare una nuova cultura dell’handicap con cui ha organizzato piu’ di 5.000 incontri. Per i risultati conseguiti ha ricevuto lo scorso maggio la laurea honoris causa in “Formazione e Cooperazione” conferitagli dalla facolta’ di Scienze della Formazione dell’Universita’ di Bologna.

Inclusione come riconoscimento: creatività per una visione differente della disabilità

LA TAVOLA ROTONDA:

La comunicazione mainstream: quale immagine della disabilità nei media?

Modera:
NELSON BOVA: lavora per la Rai dal 1988, prima come cineoperatore e successivamente come giornalista professionista. Dal 2001 al 2006 ha curato per la redazione dell’Emilia Romagna una rubrica sui temi del sociale e della solidarietà e tuttora continua ad occuparsi prioritariamente in ambito regionale e nazionale di tematiche sui diritti umani, povertà, discriminazioni e persone svantaggiate. Nel 2002 ha vinto la sezione A del premio giornalistico “Ilaria Alpi”. Collabora da anni con diverse associazioni del terzo settore con le quali realizza e dirige documentari, film di finzione e più in generale iniziative di sensibilizzazione agli argomenti sociali.

15 thoughts on “IL CONVEGNO

  1. Buongiorno,
    per prima cosa complimenti per gli obiettivi,il lavoro ,il coinvolgimento dei ragazzi ,,per la ricerca della valicabilità delle barriere ,anzi per lo spirito di abbattimento delle stesse ,nella convinzione che non è buono il messaggio pietistico,il cantone della lode all’eroismo in modo da assicurare con l’inclusione la partecipazione di tutti. Aver letto nella presentazione : ……..”Molto meno di moda, invece, è il pensare in maniera accessibile e magari agire di conseguenza, dando cioè accesso ai diritti, alle necessità e forse anche ai desideri di tutti…” conferma quello che secondo me è il punto su cui gira tutta la discussione in tema di accessibilità
    Fra le tante parole che pesano mi è piaciuta “Comunicare per includere” , ecco a questa bella verità mi rifaccio per mostrare la mia delusione su un aspetto importante , quello che ritengo a fronte di un pregevole .entusiasmante e appassionato filo che lega il tutto un nodo aggrovigliato che non agevola lo scorrere della matassa multicolore .
    Non mi dilungo , dico che ci si è allontanati dalla realtà presentando i sordi come tutti utilizzatori delle mani segnanti , come tutti conoscitori del linguaggio gestuale , della Lis , non è più così da decenni ,la lis non è usata da tutti , i sordi parlano ,possono parlare , quindi per aiutarli veramente ,è più utile la sottotitolazione che serve a tutti ,non solo ai sordi , mentre il lis è conosciuto da pochi. Sia garantit la trduzione per chi proprio non sa neleggere e per chi la vuole , ma sottotitoli per tutti è meglio .
    Grazie buon lavoro , da qui al giorno del convgno c’è tempo per pensarci
    con cordialità Paolo De Luca

    • Gentilissimo Paolo, grazie mille per le belle parole e per le critiche costruttive che mi fanno sicuramente riflettere poichè, con umiltà e modestia, purtroppo non so molto riguardo questo tema. Ritiene, dunque che una trascrizione simultanea sia più efficace? e se sì, è in grado di darmi qualche indicazione un pò più tecnica ed eventualmente indirizzarmi a qualcuno che abbia queste competenze? Ringraziandola molto per la preziosa collaborazione le auguro uno splendido week end.Ovviamente spero in una sua partecipazione al convegno. Ottavia-CRIBA

  2. Buonasera,
    concordiamo con quanto scritto dal sig. De Luca.
    Il mezzo più valido per abbattere la barriera della comunicazione verso i sordi e rendere loro accessibile l’informazione è la sottotitolazione degli interventi, in quanto il canale visivo sostituisce quello uditivo.
    Solo con la sottotitolazione nessun sordo viene escluso.
    Sia il sordo riabilitato a parlare che il sordo che usa il linguaggio gestuale sanno leggere l’italiano.
    I sottotitoli sono utili anche alle persone adulte diventate sorde per malattia e alle persone anziane con problemi di udito dovuti all’età.
    Il metodo per la sottotitolazione più semplice ed economico è la trascrizione dell’intervento del relatore su un pc portatile collegato ad un proiettore che trasmette i sottotitoli, in tempo reale, su una parete, un pannello o uno schermo in modo che le persone sorde possano leggere quello che il relatore dice.
    Con la speranza che vogliate tener conto di quanto sopra, vi auguriamo un buon lavoro e vi salutiamo cordialmente.
    ASSOCIAZIONE SORDI ANTONIO PROVOLO

    • Buonasera,
      grazie davvero per la preziosa collaborazione. Stiamo tenendo presente i vostri suggerimenti e stiamo cercando di provvedere alla sottitolazione. Il vostro punto di vista è molto importante per noi e ci aiuta a dare valore a tutto il nostro percorso. Mi permetto di invitare tutti voi al convegno, basta iscriversi tramite la scheda predisposta che trovate nella sezione del sito dedicata al convegno. Sarebbe un vero piacere avere una vostra rappresentanza tra gli “amici” del progetto.
      Ringraziandovi nuovamente auguro a tutti una buona serata.
      Cordialmente,
      Ottavia Manuini-CRIBA

  3. Buongiorno, complimenti per l’interessante e bellissimo convegno e per la nobile iniziativa. Vorrei rispondere in merito ai vostri precedenti commenti.
    Si parla di inclusione nella società e come tale si parla di non discriminazione. E’ meritevole e non da criticare l’iniziativa del CRIBA di renderlo accessibile a 360 gradi a tutti. Chiaramente, hanno scritto: sottotitolazione, servizio d’interpretariato per le persone con disabilità uditiva, descrizioni in braille ed eventuale audiodescrizione per le persone con disabilità visiva. Polemica inutile la vostra che continua a fare discriminazione all’interno della società, quando bisogna imparare a comprendere ed andare aldilà del proprio piccolo mondo. Quando basta guardarsi intorno e riflettere in questa società che è bella e varia, in questa società che non deve escludere nessuno. Parliamo sia in maniera orale e visiva, non c’è niente di nuovo e né di umiliante. Non capisco cosa c’è da contestare se i sottotitoli sono previsti. Dovremo iniziare a pensare a 360 gradi, del resto parliamo di cervello accessibile.Grazie e buona giornata. Ed al CRIBA complimenti di cuore per gli eventi e per la bellissima iniziativa.

  4. Buonasera ,
    grazie al servizio in automatica che avvisa di un nuovo commento , leggo quello della signora Consuelo Agnesi e pur non avendo smanie di presenzialismo e non coltivando il magico prezzomolino mi trovo in qualche modo in dovere di non lasciar cadere l’invito a comprendere ed andare aldilà del proprio piccolo orto .
    Gentile Agnesi avrà notato che di seguito al primo commento ho inviato due righe in cui mi scusavo per i refusi e per gli errori (anche quelle con errori) , questo per dirle che quanto ho scritto non era pensato intenzionalmente come polemica e critica ,se lei vuole leggerle in questo modo evidentemente non sono riuscito a trasmettere il vero senso del mio contributo ,può accadere .
    La risposta della Gentile Ottavia Manuini di Criba ,non ritengo che sia stata di maniera , di cortesia , nella stessa si parla di critica costruttiva e si richiede la collaborazione per indicare eventuali competenti che possano dare quel servizio , devo pensare che quanto scritto ha portato a qualche riflessione .
    Avrò scritto in modo confuso ma vorrei capire da quale frase , periodo ,esce fuori l’idea che voglia discriminare all’interno della società , se dico : la traduzione del linguaggio gestuale non è compreso da tutti i sordi ed è opprtuna la sottotitolazione faccio polemica? , Contestazione al convegno? Non mi sembra di aver scritto che la traduzione in lis non deve essere garantita.
    Ritengo di avere espresso un modo di vedere le cose che va in aiuto di tutti ,non solo dei sordi , senza umiliaziani nè integralismi , probabilmente la paroletta “delusione” usata da me in modo non appropriato l’ha indotto a percorrere sentieri soffocanti dove non c’è quella visione a 360 gradi che giustamente tutti noi dobbiamo avere .
    Mi spiace non essere riuscito a farmi comprendere , da lei e forse anche da altre persone ,
    gentlle Consuelo , se quanto legge non riuscirà a farle rivedere le sue posizione ,allora mi dispiace che non capisca ed evito di aggiungere come sarcasticamente ha fatto lei citando il titolo del convegno
    Ringrazio per l’ospitalità e mi scuso per queste “beghe” da (polemica inutile)
    con cordialità Paolo

  5. Scusate se mi ripresento,
    in questo lasso di tempo ho avuto modo di pensare al fatto che non mi tornava il conto , a cosa mi riferisco , conoscendomi so che non mi inserisco e non intervengo per il piacere di farlo , per esternare con affabulazioni pretestuose ,e allora mi stavo scervellando sul perchè sono intrvenuto parlando della sottotitolazione se nella locandina del convegno ,come faceva notare Consuelo Agnesi ,viene riportato il servizio. Bene sono andato a ritroso e ho trovato quanto mi aveva mosso allo scrivere, cliccato sul link dei comunicati stampa e troverete ciò che trascrivo con il copi/incolla :
    “Nel convegno – per cui sarà previsto anche il servizio di interpretariato LIS per le persone non udenti – si parlerà di comunicazione e di come questa assuma un peso fondamentale nel processo di inclusione o di esclusione sociale poiché è proprio attraverso la comunicazione che si descrive e si costruisce la realtà circostante e si decide quindi chi è dentro e chi resta fuori. Nel pomeriggio Nelson Bova, giornalista RAI, animerà una tavola rotonda in cui verrà analizzata l’immagine della disabilità nei media della comunicazione mainstream e generalista.”

    Mi sembra chiaro che il servizio di sottotitolazione non viene menzionato
    Scusate la pedanteria , e adesso cara amica Agnesi ha qualcosa che dovrebbe soddisfare il suo vivere a 360 gradi , noi di APIC lo facciamo abitualmente .
    Scusate ancora e buona sera , magari ci vediamo a Reggio Emilia e potremo parlare anche della sofferenza che stanno vivendo le pesone che hanno subito il sisma a cui va il nostro più solidale pensieo
    un abbraccio a tutte/i
    Paolo De Luca

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